Grillo a Napolitano: "Faccia un passo indietro"

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "faccia un passo indietro, il passaggio del testimone a un altro presidente che deciderà se sciogliere le Camere o proporre scenari di governo diversi da quello attuale, che è insostenibile come Napolitano stesso probabilmente ammetterebbe in privato. Ci sono sempre alternative, signor Presidente, e oggi è necessario voltare pagina". E' questo il contenuto del passaggio finale del post del leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, pubblicato sul suo blog, in cui l'ex comico fa accenno alla possibilità di un altro esecutivo rispetto a quello attuale. "Nessuno, e Napolitano lo sa meglio di altri, è insostituibile".  Amorosi Come è nata la prima grande divisione nel Cinque stelle tra Grillo e Casaleggio
12 AGO 20
Immagine di Grillo a Napolitano: "Faccia un passo indietro"
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "faccia un passo indietro, il passaggio del testimone a un altro presidente che deciderà se sciogliere le Camere o proporre scenari di governo diversi da quello attuale, che è insostenibile come Napolitano stesso probabilmente ammetterebbe in privato. Ci sono sempre alternative, signor Presidente, e oggi è necessario voltare pagina". E' questo il contenuto del passaggio finale del post del leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, pubblicato sul suo blog, in cui l'ex comico fa accenno alla possibilità di un altro esecutivo rispetto a quello attuale. "Nessuno, e Napolitano lo sa meglio di altri, è insostituibile. Lui è oggi, che lo voglia o meno, il garante di una situazione politica destinata al fallimento che ha consentito e avallato".
Prosegue Grillo nel suo post: "Napolitano ci ha provato. Lui voleva, vuole, lo status quo, la stabilità politica. Ha creduto che un governo delle larghe intese potesse impedire il crollo del Paese – si legge ancora sul blog – Invece ha ottenuto l'effetto contrario. E' stato un doppio azzardo voler rimanere per un altro settennato e accettare un governo condizionato da Berlusconi imputato in più processi che, fosse solo per la statistica, poteva diventare un pregiudicato in breve tempo".
"Napolitano deve prendere atto che in entrambi i casi queste sue decisioni si sono rivelate un rischio maldestramente calcolato. Non voglio, né mi interessa, mettere in discussione la buona fede del presidente della Repubblica, ma le sue decisioni hanno consegnato il Paese all'immobilità per mesi mentre l'economia franava", prosegue il blog. Per Grillo, "i cento giorni di Letta hanno prodotto il nulla sotto vuoto spinto in un momento in cui occorrevano azioni immediate e forti per rilanciare l'economia, proteggere le famiglie disagiate e contrattare la nostra posizione in Europa. Prima dell'insediamento del Governo si discuteva della necessita' di fare in fretta, il piu' in fretta possibile, sotto l'urgenza dei problemi".
"Poi – prosegue ancora Grillo – il silenzio, il rinvio, gli annunci e il tentativo di cambiare la Costituzione senza alcun motivo. Napolitano è un signore che fa politica dal dopoguerra, in Parlamento dal 1953, conosce deputati, senatori, ministri come un anziano maestro di scuola conoscerebbe ad uno ad uno i suoi ex allievi. E' l'ultimo dei politici della Prima Repubblica ancora sulla scena, dopo la scomparsa di Andreotti, Cossiga e di tanti altri. E', che lo voglia o meno, il vero punto di riferimento di un Governo di nani. Un'alternanza al Quirinale avrebbe prodotto un cambiamento, un'uscita da una situazione cristallizzata, così non è stato", ha concluso l'ex comico.
IL MESSAGGIO DI LETTA - Nel frattempo il presidente del Consiglio, Enrico Letta, nella premessa con la quale ha presentato il resoconto sui primi 100 giorni del governo, ha scritto che l'esecutivo "è concentrato sempre di più sulle politiche proprio quando lo scontro nella politica sembra farsi incandescente". "Che non sarebbe stato facile lo sapevamo fin dal principio. Vent'anni di confronto durissimo e muscolare lasciano – ha aggiunto il premier – segni e ferite. Eppure, i provvedimenti del governo che trovate qui raccontati e il lavoro paziente e incisivo delle Camere nell'approvarli e migliorarli dimostrano che è possibile lavorare per l'Italia pensando al futuro".